Via Solaro del Borgo 30
13046 Livorno Ferraris
© Associazione di Promozione Sociale
Iscrizione al Runts n° 87586 del 06/02/2023



Nel 1885, in un laboratorio del Museo Industriale di Torino, un professore piemontese stava per contribuire in modo decisivo al modo in cui il mondo avrebbe usato l’energia. Si chiamava Galileo Ferraris, nato nel 1847 a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli. Ingegnere, fisico, insegnante. Era un uomo riservato, metodico, lontano dai riflettori, ma con un’idea chiara in mente: trovare un sistema per trasformare la corrente elettrica in energia rotante, stabile ed economica.
All’epoca, la corrente continua di Edison dominava la scena, ma aveva un limite enorme: non poteva viaggiare a lunga distanza senza perdite significative. Ferraris studiò un’alternativa: la corrente alternata. Capì che due correnti sfasate nel tempo potevano generare un campo magnetico rotante, capace di mettere in movimento un rotore senza contatto diretto. Nel marzo del 1888, presentò la sua scoperta all'Accademia delle Scienze di Torino: il principio del motore a induzione, basato sul campo magnetico rotante.
Quello stesso anno, a migliaia di chilometri di distanza, Nikola Tesla presentò negli Stati Uniti un sistema molto simile, già brevettato nel 1887. Le due scoperte furono indipendenti, ma complementari: insieme, posero le basi della moderna distribuzione elettrica, rendendo possibile il trasporto efficiente dell’energia su lunghe distanze.
Ferraris, però, fece una scelta che oggi sembra quasi inconcepibile: non brevettò nulla. Considerava la conoscenza un bene pubblico, non un affare personale. Credeva che il progresso dovesse essere condiviso. Scrisse parole che ancora oggi risuonano potenti:
“La scienza non è un privilegio, ma un dovere verso l’umanità.”
Morì a Torino il 7 febbraio 1897, a soli 49 anni, poco dopo aver visto la sua invenzione cominciare ad essere applicata alle prime reti elettriche europee.
Oggi, gran parte dei motori elettrici, generatori e dispositivi industriali si basano su quel principio che lui teorizzò con pochi strumenti e tanta lucidità. Eppure il suo nome è rimasto in ombra, spesso oscurato da figure più celebri. Galileo Ferraris non cercò fama né denaro. Lasciò al mondo qualcosa di più duraturo: l’idea che la scienza serve solo se appartiene a tutti.
Nel centro storico di Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli, sorge la casa natale di Galileo Ferraris, oggi sede del Museo Civico “Ferraris”.
L’edificio, parte del seicentesco Palazzo Ferraris, è un luogo di memoria e di scienza: qui nacque e visse uno dei più grandi ingegneri e fisici italiani, pioniere dell’elettrotecnica e scopritore del campo magnetico rotante, principio alla base del motore elettrico asincrono.
Nel 1925, in occasione del centenario della nascita dello scienziato, la casa fu donata al Comune e trasformata in museo, affinché potesse conservare cimeli, strumenti e documenti legati alla vita e all’opera di Galileo e del fratello Adamo. Da allora, il palazzo ospita anche la Biblioteca Civica e l’Archivio Storico, diventando così un vero centro culturale della comunità.
Oggi, il Museo Civico Ferraris offre un percorso espositivo che unisce storia, tecnologia e divulgazione scientifica, con sezioni dedicate alle scoperte di Ferraris e alla loro applicazione nel mondo moderno. Laboratori didattici e attività interattive ne fanno un punto di riferimento per scuole, studiosi e visitatori interessati alla storia dell’ingegno italiano.
Nel cuore di Livorno Ferraris, in Piazza Galileo Ferraris, sorge il monumento dedicato al grande scienziato e inventore Galileo Ferraris, illustre figlio della città.
L’opera, realizzata dallo scultore Ildebrando Bastiani, rende omaggio a uno dei più importanti pionieri dell’elettrotecnica. Ferraris fu infatti lo scopritore del principio del campo magnetico rotante, alla base del funzionamento del motore elettrico asincrono, una delle invenzioni che hanno segnato la storia della scienza e dell’industria moderna.
Il monumento, collocato di fronte al Palazzo Ferraris, rappresenta un simbolo di orgoglio civico e di riconoscenza verso un uomo che, partendo da un piccolo centro piemontese, ha saputo dare al mondo un contributo fondamentale al progresso tecnologico.
A pochi passi dal monumento si trova anche il Museo Civico Ferraris, dedicato alla figura di Galileo e del fratello Adamo, che custodisce strumenti, documenti e testimonianze della vita e dell’attività scientifica dello scienziato.
Oggi, la piazza e il suo monumento costituiscono uno dei luoghi più rappresentativi di Livorno Ferraris, teatro di cerimonie, eventi culturali e commemorazioni che tengono viva la memoria di un genio che ha saputo illuminare il futuro con la forza delle sue idee.
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